sabato 26 luglio 2014

Valanga di razzi su Tel Aviv manda nove sionisti all'ospedale: Iron Dome si conferma una 'tigre di carta'!!

Poco prima dell'entrata in vigore della mezza giornata di tregua umanitaria chiesta (troppa grazia!) dalle Nazioni Unite tre razzi M-75 e un Fajr-5 lanciati dalle Brigate Qassam di Hamas sono piovuti sull'aeroporto internazionale di Tel Aviv causando vasti danni alle strutture: sono ormai molti giorni che lo scalo aeroportuale sionista é disertato dalle maggiori compagnie aeree mondiali, con un danno economico di decine di milioni di dollari.

Ancora una volta il sistema 'Iron Dome' si é mostrato incapace di bloccare i proiettili della Resistenza che ormai hanno libertà di colpire in ogni dove l'entità sionista di occupazone. Un'altra raffica di razzi, piovuta a Sud di Tel Aviv senza alcun ostacolo di sorta ha ferito nove coloni che sono stati evacuati via elicottero all'ospedale più vicino.

Intanto, nonostante la cappa di censura che il regime ebraico ha cercato di far calare sulla cosa, si moltiplicano i casi di renitenza al richiamo alle armi e di obiezione di coscienza tra le file sioniste; in parte senza dubbio dovuti alla naturale ripugnanza morale degli atti compiuti in questi giorni contro i civili della Striscia di Gaza, ma in parte sicuramente anche dovuti all'alto numero di vittime inflitto dalla Resistenza agli invasori.

Diciannove soldati sionisti abbattuti dalla Resistenza palestinese nelle ultime ventiquattr'ore di scontri!!

Continuano a ritmo sostenuto le perdite sioniste durante il tentativo malcongegnato e peggio eseguito dell'esercito di Tel Aviv di sottomettere militarmente la Resistenza palestinese. Nonostante l'orrendo numero di vittime civili (settecentottantuno finora) le forze militari della Striscia di Gaza hanno continuato a colpire tanto le unità militari quanto le città della Palestina Occupata.

Nelle prime ore di venerdì 25 luglio le Brigate Qassam hanno abbattuto dieci militari sionisti nel Nord della Striscia; più tardi é toccato alle Brigate Al-Quds della Jihad islamica di eliminare otto soldati distruggendo un veicolo con un missile guidato. Infine le Brigate Salah ad-Din dei Comitati Popolari hanno comunicato di avere a loro volta eliminato un invasore con un loro tiratore scelto.

Questi numero portano il totale delle perdite sioniste vicino al centinaio, anche se finora Tel Aviv ne ammette solo quarantacinque. Nel corso dell'Operazione Piombo Fuso furono centoventuno i sionisti eliminati dalla Resistenza.

venerdì 25 luglio 2014

Scontri fino a notte fonda in Cisgiordania, due manifestanti uccisi dai militari sionazisti!!

Nella serata precedente all'ultimo venerdì di Ramadan la popolazione della West Bank occupata ha voluto dare un segnale chiaro di soiidarietà con la Striscia di Gaza che resiste disperatamente ed eroicamente alla barbara aggressione sionazista nonostante che il conto dei morti (quasi tutti civili) nel ghetto martoriato si avvicini ormai agli ottocento.

Migliaia e migliaia di Palestinesi cisgiordani hanno marciato da Ramallah a Gerusalemme nonostante che l'esercito del regime ebraico di occupazione avesse annunciato la chiusura della città; una volta arrivati nei dintorni della Città Santai i manifestanti si sono scontrati coi militari che hanno aperto il fuoco indiscriminatamente sulla folla.

Mohammed al-Araj e Muhammad Arar sono rimasti uccisi e moltissimi altri dimostranti sono rimasti feriti più o meno gravemente, nel corso di scontri che si sono protratti fino a notte. Negli ultimi giorni sia le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa sia la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica Ali Khamenei avevano invitato i Cisgiordani a insorgere in solidarietà con la Striscia di Gaza.

"A Gaza le leadership militari potrebbero essere sul punto di scavalcare i dirigenti politici: specialmente in Hamas!"

Un rovesciamento del tradizionale assunto Clausewitziano che vede la dirigenza politica decidere per la guerra e lasciare l'iniziativa ai comandi militari solo per quanto concerne le questioni 'tecniche' della sua condotta, o piuttosto la nascita di una nuova leadership politica palestinese espressa direttamente dai ranghi dei comandanti militari e destinata a sostituire quella precedente, nel caso di Hamas screditata dall'abortita svolta del 2011-2012?

E' lo scenario che potrebbe presto proporsi a Gaza, dove, a leggere quanto pubblicato ieri dal quotidiano libanese Al-Akhbar, perlomeno in 'Casa Hamas' ormai sarebbe la leadership militare a guidare il gioco informando via via i dirigenti politici di modalità e tempistiche con cui coordinare dichiarazioni, richieste, condizioni.

Giorni addietro, con il regime sionista disperato per una tregua, é stata la dirigenza militare a stabilire le condizioni per il cessate il fuoco, che i dirigenti politici si sono limitati a ripetere facendo quindi saltare l'ipotesi di uno stop delle ostilità a termini graditi a Tel Aviv.

In seguito al grande successo della liberazione di centinaia di prigionieri in cambio dell'ebreo francese Schalit, la popolarità del leader delle Brigate Qassam Ahmed Jabari divenne 'scomoda' e ciò spiega l'aiuto dei servizi del Qatar offerto al regime sionista per martirizzarlo.

Adesso però la situazione é punto e a capo, con i capi delle Brigate Qassam idolatrati e applauditi dalla popolazione di Gaza mentre i dirigenti 'civili' sono screditati e sopportati appena.