sabato 22 novembre 2014

La censura 'sionisticamente corretta' di Mr. Zuckerberg colpisce un attivista palestinese residente in Sardegna!

Altro che le balle zuccherose sui 'social network frontiera moderna dei diritti umani'; chi non si allinea alle idee e agli interessi di Mr. Zuckerberg viene censurato con una foga e una rapidità che  farebbero l'invidia di più di un regime poliziesco.

“Facebook ha bloccato il mio profilo a causa della mia campagna pro Palestina. Volevo dire ai miei amici che continuerò a supportare la nostra causa nonostante il blocco e ringrazio chiunque voglia continuare a starmi vicino. Grazie alla mia seconda patria, la Sardegna!”.Questa la denuncia di Sulaiman Hijazi, palestinese residente in Sardegna da tempo impegnato nella diffusione della consapevolezza riguardo il martirio del proprio popolo e della propria terra a opera del regime ebraico di occupazione.

Da oltre tre mesi il suo profilo era oggetto di numerose segnalazioni specialmente a causa delle immagini dei martiri e dei comunicati delle autorità palestinesi condivisi come post sulla sua bacheca. "Tutto questo succede soltanto perché sostengo il mio popolo che lotta per la propria terra e dignità”, chiosa l'attivista.

Sulaiman, ne siamo perfettamente certi e siamo sicuri che se tu avessi pubblicato intemerate contro Vladimir Putin, Raul Castro, Nicolas Maduro o contro la Cina Popolare (tutte menzogne imperialiste) il tuo profilo sarebbe ancora pimpante e attivo.

Non farti intimidire, anche senza Facebook la tua lotta e il tuo impegno sono preziosissimi!!

Nouri al-Maliki non é incantato dalle sciarade diplomatiche di Erdogan e Davutoglu: "Ankara coinvolta direttamente con l'ISIS!"

Dire che Ankara é coinvolta direttamente con gli straccioni islamisti del 'califfato', di questi tempi, é banale e scontato come dire che il fuoco brucia e che l'acqua é bagnata eppure ha fatto benissimo Nouri al-Maliki, Ex-premier irakeno e attuale Vicepresidente del paese mesopotamico, a ripeterlo pubblicamente, dopo che, per dovere di diplomazia, il suo successore a capo dell'Esecutivo di Bagdad, Haider Abadi, ha dovuto ricevere ufficialmente il collega neo-ottomano (nonché 'timoniere' della totale inversione di marcia della politica estera turca) Ahmet Davutooglu.

Maliki con la sua dichiarazione ha riaffermato che in Irak nessuno é disposto a dimenticare o a perdonare il ruolo turco nel sostegno al terrorismo wahabita e quanto esso abbia causato difficoltà, perdite, lutti e dolori alla terra dei Due Fiumi e al suo popolo.

Maliki ha anche affermato che l'Irak deve guardare all'Iran e solamente all'Iran per ricevere aiuti decisivi nella sua lotta contro gli estremisti, come dimostrano le recenti vicende dell'Operazione Ashoura con cui é stato stroncato un piano diabolico di attacco alle province sciite del paese e la sua recente visita ufficiale all'Ayatollah Khamenei.


Il Ministro della Difesa Al-Freji: "Libereremo ogni centimetro di suolo siriano!"

Il Ministro della Difesa di Assad, Generale Al-Furaji, recentemente nominato "Militare dell'Anno", ha espresso la dedizione sua e dei suoi uomini a continuare la lotta di liberazione anti-terrorismo fino a quando "Ogni centimetro di Siria" non sarà tornato sotto il controllo del Governo legittimo.

Furaji ha pronunciato queste parole nel corso di una sua visita nella provincia di Hama, pochi anni fa epicentro dell'attività criminale finanziata dall'estero, oggi completamente bonificata e restituita all'autorità dello Stato.

Al-Freji é stato a Morek, Halfaya, Arzeh e Khattab, visitando infrastrutture militari, postazioni avanzate e covi di terroristi espugnati e ripuliti. Si é complimentato con le truppe e ne ha verificato il morale alto e l'ansietà di tornare in azione contro i nemici della Patria.

Intanto l'Esercito siriano ha condotto una vasta bonifica dell'area circostante Hasakah, verificando l'assenza di ogni pur minima presenza takfira nel raggio di 25 Km dall'abitato.

Proteste a Bir Zeit contro la visita del console francese al campus universitario: "Questa é l'Università della Resistenza!"

Decine di studenti palestinesi del Polo Democratico, l'organizzazione di Sinistra legata al PFLP, hanno contestato la visita del Console francese all'Università di Bir Zeit, tenutasi lo scorso mercoledì 19 novembre, dichiarandolo 'persona non grata' la cui presenza strideva e infastidiva il corpo discente di quella che é stata soprannominata "L'Università della Resistenza".

Gli studenti hanno picchettato con cartelli punti strategici dell'Ateneo chiedendo tra l'altro che la Francia liberi una buona volta George Abdallah, il combattente della Resistenza libanese imprigionato dal 1984 sul cui rilascio Parigi ha compiuto un vergognoso dietro-front per compiacere i lobbisti a Sei Punte.

"La Francia é una potenza imperialista, esattamente come Inghilterra e Usa, qui a Bir Zeit non accogliamo e non festeggiamo rappresentanti di questi stati, vogliamo conservare il retaggio di Resistenza di questo istituto e rifiutiamo ogni reapprochement con uno Stato che sostiene l'occupazione in ogni maniera possibile", ha dichiarato lo studente Sbeih Sbeih.