giovedì 31 luglio 2014

Cinque lanciarazzi al napalm TOS-1 consegnati alle forze armate di Bagdad! Un piccolo regalo per l'ISIL!!

L'Esercito irakeno si é arricchito di una importante piattaforma tattica fornita da Mosca nell'ambito degli accordi siglati mesi fa per la fornitura di armi ed equipaggiamenti per un miliardo di dollari USA.

Cinque lanciatori TOS-1 'Buratino' da 24 celle da 220mm ciascuna, ognuna capace di scagliare una razzo termobarico a nove Km di distanza sono stati consegnati ai tecnici e agli artiglieri di Bagdad che presto verranno istruiti da consulenti russi su modalità operative e tattiche di impiego.Con questa consegna l'Irak diventa il quarto paese (dopo Russia, Azerbaijan e Khazakistan) a possedere gli avanzati lanciamissili che si sono finora distinti nella Seconda Guerra Cecena e nella Guerra della Sud Ossezia nell'agosto del 2008.

mercoledì 30 luglio 2014

ECCEZIONALE VIDEO delle Brigate Qassam mostra un commando palestinese che stermina un avamposto sionista!

Riportiamo qui sopra un documento eccezionale appena pubblicato in rete dall'ufficio comunicazione delle Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas che in questi giorni stanno compiendo prodigi per far pagare il più alto tributo di sangue possibile alle forze militari sioniste che colpiscono il ghetto assediato di Gaza. Il documento filmato mostra l'azione di un commando Qassam che esce da un tunnel accuratamente nascosto e assalta un avamposto sionista sterminandone il presidio.

Vogliamo far notare al nostro pubblico di lettori come l'azione sia ascutta, secca, essenziale, i "beep" che nascondono insieme ai bollini sovrimpressi, le voci oltre che i volti dei combattenti sono pochi e scanditi perché i militanti di Hamas hanno bisogno di poche parole mentre compiono il loro dovere.
I colpi di arma da fuoco, similmente, sono pochi, quasi assenti le raffiche e gli ultimi sionisti vengono finiti con i calci dei fucili e i pugnali, per evitare di mettere in allarme altre truppe. Infine, una carabina d'assalto modello X95 appartenuta a un occupante viene riportata indietro e mostrata come testimonianza fisica del successo della missione.

Attacco contro posto di blocco a Qalandiya potrebbe essere collegato alle Brigate Al-Aqsa!

Una sparatoria avvenuta recentemente contro un posto di blocco sionista in località Qalandiya, vicino Ramallah, nella West Bank occupata potrebbe essere collegata al 'ritorno in azione' di una o più cellule delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, l'organizzazione armata originariamente legata al Movimento Fatah e attiva ai tempi della Seconda Intifada poi disattivata e attivamente perseguitata dagli stessi membri di Fatah nell'ambito della loro sottomissione alle direttive sioniste nell'ambito delle fasulle 'trattative di pace'.

L'avvenimento potrebbe inquadrarsi nella prospettiva dei ripetuti appelli alla ripresa delle attività armate in Cisgiordania: le Brigate Al-Aqsa mantengono un'operatività armata nella Striscia di Gaza sotto la "protezione" di organizzazioni armate più grandi e influenti (come le Brigate Qassam o le Brigate Al-Quds) ma finora quanto di esse rimaneva nell'area della West Bank era profondamente "in sonno".

A "risvegliare" le cellule sopravvissute alla repressione di Fatah potrebbero essere stati gli aiuti pervenuti recentemente da parte di Hezbollah (che ha interesse a rendere la West Bank territorio di scontro per diluire e indebolire le capacità militari sioniste su altri fronti) e di Fatah al-Intifada la fazione di Fatah filosiriana creatasi nel 1983 che ha interesse a screditare e indebolire i collaborazionisti di Abbas.

Nel corso dei suoi recenti appelli alla lotta anti-israeliana la Guida Suprema Ayatollah Khamenei ha predetto: "Presto la Cisgiordania sarà armata come Gaza"; sforzi per riattivare le Brigate Al-Aqsa e per riaccendere la lotta armata anche nella West Bank sarebbero solo logici e conseguenti rispetto a questa posizione.

martedì 29 luglio 2014

La Cisgiordania si mobilita e manifesta: "Gaza non soffre invano!" Quarantacinquemila in piazza a Gerusalemme occupata!!

Migliaia e migliaia di Palestinesi si sono radunati nella Cisgiordania occupata per esprimere il loro sostegno e la loro solidarietà nei confronti della Striscia di Gaza continuamente attaccata dalla marmaglia sionazista. Le manifestazioni più imponenti si sono tenute a Gerusalemme occupata dove oltre quarantamila fedeli si sono riuniti fuori dalla Moschea di Al-Aqsa.

"Gaza, sostenerti é il nostro Eid" (con riferimento alla festività di fine del Ramadan) e "Tutti oggi siamo Gaza" sono stati gli slogan più ripetuti, cartelli e striscioni inneggiavano agli eroi delle Brigate Qassam che stanno facendo pagare duro prezzo ai macellai sionazisti.

Queste manifestazioni non sono ancora la ribellione aperta e la mobilitazione armata che da più parti si é auspicata per mettere in crisi la macchina di morte di Tel Aviv ma pure costituisce un passo avanti e una dimostrazione che la West Bank non starà "pacifica" mentre gli assassini a Sei Punte incrudeliscono contro il ghetto di Gaza.