lunedì 21 marzo 2011

La Prima Divisione corazzata yemenita si schiera con gli insorti, ore contate per Abdullah Saleh?


Tre importanti generali yemeniti hanno dichiarato in queste ore il loro sostegno in favore dei dimostranti che da settimane chiedono le dimissioni del padre-padrone del paese Ali Abullah Saleh. Fra essi spicca il Generale di Brigata Ali Mohsen Saleh, capo della Zona militare nordoccidentale e comandante della Prima Divisione corazzata, il quale ha dichiarato di aver posizionato mezzi e blindati per proteggere le manifestazioni e scongiurare nuovi bagni di sangue come quello che negli scorsi giorni é costato tra le 45 e le 72 vittime.

Il Generale ha affermato che: "Lo Yemen oggi sta soffrendo per una crisi profonda e generalizzata, la mancanza di dialogo e la repressione delle pacifiche protesta non possono risolvere la situazione, la cui gravità aumenta di giorno in giorno, di ora in ora. Per questo, conscio delle opinioni e dei sentimenti dei miei colleghi subordinati e degli altri ufficiali dell'Esercito, parte integrante del popolo e della nazione yemenita, io dichiaro, anche a loro nome il mio e nostro sostegno alla rivoluzione e alle sue domande, che sentiamo nostro dovere appoggiare e supportare".

Anche molti Ministri del Governo e altri dignitari disgustati dal massacro, hanno rassegnato le dimissioni, come Abdullah al-Saidi, ambasciatore presso l'ONU. Il caporedattore dello 'Yemen Post', Hakim al-Masmari, ha dichiarato ad Al-Jazeera che ormai, con oltre il 60 per cento delle Forze armate opposte al Presidente e ai suoi lealisti, é solo questione di tempo prima che questi tratti una resa e i termini del suo ritiro e del suo esilio; Abdullah Saleh cercasse di resistere con meno della metà delle forze armate, infatti, il suo fato sarebbe segnato.

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