martedì 14 febbraio 2012

Ecco la conferma: "Sono finti gli 'attentati' di Nuova Delhi e Tiblisi, fumo negli occhi per distrarre il mondo dal terrorismo di Stato sionista!"


Come avevamo già ipotizzato nel riportare la notizia ieri "elementi estremamente probanti" stanno emergendo riguardo alle due autobombe che, collocate presso le ambasciate sioniste in India e Georgia, non sono state nemmeno in grado di provocare un morto; ma dovevano invece suscitare simpatia verso il regime ebraico di occupazione della Palestina, sviando l'attenzione internazionale sulle sue attività terroristiche come la collaborazione al complotto omicida recentemente risultato nella morte del Direttore del Marketing dell'impianto nucleare di Natanz.

Mentre il piccolo ma rumoroso Benji Netanyahu ieri si lasciava andare a intemerate anti-iraniane e anti-hezbollah, ambedue tanto rimbombanti quanto vacue e assurde: prima di tutto perché se le bombe fossero state piazzate da agenti iraniani (e non si vede perché uno stato colpito dal terrorismo sionista non possa voler rispondere al fuoco col fuoco) sicuramente i risultati sarebbero stati ben più decisivi, d'altra parte un'operazione di Hezbollah fuori dai confini libanesi rappresenterebbe un 'unicum', visto che il Movimento di Resistenza sciita non ha mai colpito obiettivi sionisti all'estero.

Ben più credibile la ricostruzione di Ismail Kowsari, Vicesegretario del Comitato Parlamentare per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale, che ha annunciato come la Repubblica Islamica abbia raccolto "elementi indicativi" della natura 'pilotata' dei presunti attentati, che non avrebbero altro fine se non quello di sviare in senso favorevole al regime ebraico lo stigma e la condanna per l'attentato di Teheran, costato la vita al tecnico Mostafa Ahmad Roshani. Kowsari ha articolato che tali puerili tentativi non riusciranno a evitare per Tel Aviv la giusta punizione per le sue attività biasimevoli e criminose.
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