sabato 28 gennaio 2012

Cambio della guardia all'UNIFIL, al comando si avvicendano spagnoli e italiani, con il Generale Paolo Serra!


Sarà un Alpino, il Generalmaggiore Paolo Serra, a guidare nei prossimi mesi la Forza ONU di Interposizione in Libano (UNIFIL), dopo avere ricevuto nella giornata di oggi il comando delle truppe internazionali dal suo predecessore, lo spagnolo Generale Alberto Asarta. All'evento hanno presenziato anche il Ministro della Difesa libanese Fayez Ghosn, in rappresentanza del Presidente Michel Suleiman, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate spagnole Ammiraglio Fernando Garcia Sanchez e il suo pari grado italiano Ammiraglio Giampaolo di Paola, Ministro della Difesa del Governo Monti.

Ghosn, salutando il Generale Asarta ne ha lodato gli sforzi che si sono tradotti in "Un lungo periodo di tranquillità sul confine", augurando che anche sotto il comando del suo successore italiano simili risultati possano essere mantenuti. "Dopo cinque anni esatti dall'adozione della Risoluzione ONU 1701 le condizioni sul terreno sono significativamente migliorate, la Linea Blu é stata quasi sempre rispettata, almeno da terra, con l'eccezione di un paio di incidenti minori per i quali il Governo libanese ha già sporto adeguati reclami". Ghosn in chiusura ha comunque indicato come l'UNIFIL non possa rimanere in eterno sul terreno e come sia necessario "prendere adeguate misure" per costringere l'entità sionista a rispettare il confine e a non ripetere le aggressioni armate che hanno punteggiato gli ultimi 30 anni di storia della regione.

Da parte sua il Generale Serra ha dichiarato di essere perfettamente conscio delle sfide e dei pericoli che la situazione presenta, che lavorerà con costanza a fianco dei militari libanesi promettendo di sviluppare ulteriormente la partnership strategica per raggiungere uno stato perdurante di pace e stabilità.

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Intollerabile arroganza del vile dittatore Salva Kiir! Spalleggiato da Obama e Netanyahu non vuole pagare il transito negli oleodotti!


Il corrotto e crudele 'dittatore cowboy' messo da Israele e Usa a capo del fittizio Stato del Sud-Sudan, strappato a viva forza dal corpo della nazione sudanese con un fasullo 'referendum' organizzato sull'onda della propaganda di presunte inesistenti 'repressioni' contro le popolazioni meridionali da parte del Governo centrale, adesso 'alza la cresta' durante i colloqui col Presidente sudanese Omar Bashir, che lo ha incontrato ad Addis Abbeba, in Etiopia, per dirimere la questione dell'uso degli oleodotti sudanesi per esportare il petrolio del Sud.

In realtà non vi sarebbe nulla da dirimere: il transito del petrolio negli oleodotti, da che mondo é mondo, si paga, e salato assai; le tariffe per l'uso degli impianti sudanesi, inoltre, erano già state stabilite e controfirmate al momento della cosiddetta 'indipendenza' del Sud, quindi Salva Kiir dovrebbe solo mettere mano al portafoglio e pagare, senza fiatare.

Ma il vaccaro di Giuba si é messo a fare le bizze e siccome é spalleggiato da Obama e Netanyahu allora bisogna incontrarlo e riverirlo, per poi sentirgli dire, senza traccia di autoironia, che anziché i 36 dollari per barile stipulati in origine, lui vorrebbe pagare 60-70 centesimi di dollaro a barile.

SETTANTA CENTESIMI INVECE DI 36 DOLLARI!

E' chiaro che Salva Kiir é pazzo, pazzo come lo erano l'"Imperatore" Bokassa I e il "Re di Scozia" Idi Amin Dada, personaggi da barzelletta che si atteggiavano a leader e statisti, Kiir non é da meno e, come Bokassa e Amin, anche lui ha alle spalle potenze arroganti che gli consentiranno di fare tutti i suoi comodi fino a che non avrà portato la sua gente e la sua nazione allo sfacelo, come lo scandalo per le fastosissime nozze della figlia e il disastro umanitario delle stragi nello Jonglei hanno già ampiamente dimostrato.
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Il Ministro degli Esteri irlandese Eamon Gilmore visita Gaza, chiede la fine dell'assedio sionista!

Il Ministro irlandese degli Esteri Eamon Gilmore, nella giornata di venerdì 27 gennaio, ha visitato Gaza entrando nel ghetto palestinese assediato da Israele attraverso il varco di Beit Hanoun, nel nord della Striscia. La visita si concluderà nella giornata di domani, domenica 30.

Questa é la prima visita di Gilmore a Gaza; nella prima giornata di permanenza egli ha incontrato i rappresentanti dell'UNRWA, gli esponenti delle principali ONG attive a Gaza, nonché rappresentanti della comunità locale: ufficiali governativi, dirigenti politici, uomini d'affari ed esponenti della società civile.

Gilmore ha dichiarato ai microfoni dell'Agence France Presse la sua ansia di rendersi conto di prima mano dell'impatto dello strangolamento economico sionista sulla vita qutidiana degli abitanti di Gaza, sul territorio e sullo sviluppo economico.

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I sionazisti israeliani festeggiano il "Giorno della Memoria" sparando una cannonata in una cucina palestinese: famiglia miracolosamente illesa!


Nella giornata di ieri, mentre tutti i giornali, le radio e le televisioni controllate dalla lobby sionista internazionale ci trituravano i suddetti con le geremiadi e le giaculatorie del "Giorno della Memoria", ricorrenza inventata a unico ed esclusivo beneficio del regime ebraico di occupazione della Palestina (scordandosi peraltro con comoda ipocrisia le posizioni di aperto disprezzo di Ben Gurion, Jabotinsky e altri sionisti nei confronti delle vittime dell'Olocausto, che secondo loro "meritavano di morire" perché non si erano trasformati in invasori e predoni delle terre altrui) i militari dell'IDF decidevano di celebrare "a modo loro" la ricorrenza puntando la canna lunga sei metri del loro obice cingolato M109A5 ("regalo" delle amministrazioni Usa, pagato coi soldi degli 'aiuti al terzo mondo') contro una casa del ghetto di Gaza, mirando accuratamente e facendo fuoco.

La granata dirompente da 155mm é piovuta in casa Hajjaj direttamente attraverso il tetto al centro esatto della cucina; il caso ha voluto che quella sera (forse avendo meno da mangiare del solito, "cortesia" dello strangolamento economico della striscia portato avanti da quasi sei anni dagli Shylock sionisti) la famiglia avesse già lasciato il locale, che é andato completamente e totalmente distrutto.

Il capofamiglia Haithem Hajjaj, ancora scioccato per l'accaduto, ringrazia la provvidenza che ha voluto che nessuno rimanesse vittima della cannonata, anche se ovviamente rimanere con un'ala di casa propria distrutta nel bel mezzo del periodo più freddo dell'anno non é certo motivo di gioia, meglio comunque che avere la moglie assassinata o i figli mutilati. Le Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno risposto con il lancio di quattro proiettili di mortaio contro installazioni militari sioniste all'aggressione barbara e ingiustificata subita dalla famiglia Hajjaj.
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La Repubblica Islamica investe miliardi di Euro nelle sue raffinerie di rame, riserva strategica quanto petrolio e gas!


La lavorazione iraniana di rame, attualmente situata sulle 220mila tonnellate all'anno raddoppierà fino a sfiorare le 500,000 tonnellate alla fine del quinto piano di sviluppo quinquennale, che arriverà nel 2015; la notizia é stata comunicata dal Ministero della Repubblica Islamica per l'Industria, le Miniere e il Commercio nella giornata di avantieri, giovedì 26 gennaio.

Mehdi Ghazanfari ha riportato l'annuncio a margine di una cerimonia per l'inaugurazione di una serie di impianti per la lavorazione dell'importante metallo nella provincia sudorientale di Kerman durante la quale ha anche dichiarato che, a fronte delle riserve comprovate di circa 57 miliardi di tonnellate di rame, il cui valore si può rozzamente stimare attorno ai 600 miliardi di Euro, l'Iran può a buon diritto inserirsi nella top ten dei paesi estrattori insieme al Cile, al Perù, alla Polonia, alla Russia, al Messico, all'Australia, alla Cina, al Kazhakistan e allo Zimbabwe.

Il Direttore Amministrativo delle Industrie iraniane del Rame, Ardeshir Sa'd-Mohammadi ha annunciato lo scorso mese che qualcosa come 6 miliardi di Euro nel potenziamento delle strutture estrattive e lavorative, soltanto nel periodo che é andato da marzo a dicembre 2011. Grazie a questi massicci investimenti la capacità iraniana di lavorazione del metallo salirà ulteriormente dopo il 2015, arrivando alle 700mila tonnellate annue.

L'aumento della capacità autonoma dell'Iran di lavorare il proprio rame renderà la Repubblica Islamica sempre meno dipendente dall'estero, permettendole, oltre che di continuare a soddisfare le proprie crescenti richieste per l'importante metallo (necessario soprattutto per le lavorazioni tecnologiche), di aumentare la propria "riserva strategica" o anche di vendere l'eccedenza di rame raffinato sul mercato internazionale.
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venerdì 27 gennaio 2012

Celebriamo la Giornata della Memoria ricordando al mondo la natura razzista e inumana di Israele: "Ecco come lo Stato Ebraico perseguita i neri africani!"


Israele, regime razzista dell'Apartheid ebraico, é molto interessato all'Africa Nera, é interessato quando può usarla come base e campo di battaglia contro le popolazioni arabe e musulmane, é interessato quando può depredarla a buon prezzo dei metalli preziosi, dell'acqua, del petrolio e delle risorse agricole, é interessato quando può schierarvi i propri droni assassini già sperimentati contro Gaza e contro il Libano.

A Israele, regime razzista dell'Apartheid ebraico, l'Africa Nera interessa meno quando, dalle nazioni che ha appena distrutto con le sue manipolazioni politiche, depredato con le sue multinazionali o bombardato coi suoi droni assassini fuggono persone, esseri umani, che cercano rifugio, lavoro, una vita migliore e magari, la cercano in Israele. "Shvartser che vogliono entrare in Israele? Oy Vey!!".

Abbiamo già documentato in passato le insopportabili discriminazioni, gli attacchi, gli attentati di cui sono vittima gli immigrati africani in Israele, attacchi e attentati che ovunque, ovunque non susciterebbero che orrore e riprovazione, ma non in Israele, lo Stato più razzista del mondo, che vorrebbe, unico esempio sul pianeta, vedere riconosciuto e accettato il 'diritto' a mantenere con ogni mezzo la propria 'purezza' escludendo dalla sua popolazione tutti i goyim, africani compresi.

Da pochi giorni Israele ha trovato una nuova arma da usare contro gli immigrati africani, la cosiddetta "Legge sulla Prevenzione dell'Infiltrazione", varata appena sei anni dopo l'Olocausto della Nakba per impedire, con le sentinelle armate e i cecchini, che i Palestinesi sopravvissuti all'azione degli squadroni della morte dell'Haganah, dell Irgun, del Palmach e del Lehi, potessero tentare di tornare alle macerie dei loro villaggi bruciati. Come e peggio della legge "Bossi Fini" in Italia, la legge israeliana contro gli inflitrati rende automaticamente criminali tutti i rifugiati, che possono perciò venire rinchiuse in campi di concentramento come la nuova struttura da 10000 posti appena inagurata e affidata al Servizio Carcerario.

Oh certo, Campi di Concentramento, in Israele, terra del 'popolo eletto'.

E adesso, voi che celebrate la "Giornata della Memoria" andate pure allo specchio e sputatevi in faccia.
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Lo Stato Maggiore sionista confessa: "Non abbiamo modo di colpire seriamente il programma nucleare iraniano!"


Come risulta dall'articolo apparso sul sito-web "Ynet" una fonte anonima all'interno del Ministero della Guerra sionista afferma che, nel corso di una recente riunione un alto ufficiale dell'Aviazione avrebbe affermato, su esplicita richiesta di Ministri e Sottosegretari convenuti, che lo Stato ebraico non ha modo di bloccare lo sviluppo del programma nucleare iraniano, nemmeno con un massiccio attacco militare e che, al più, nella ipotesi più favorevole, potrebbe ritardarlo di alcuni mesi.

Secondo Ynet le affermazioni dell'ufficiale sarebbero state sostanziate e confermate dal Capo delle Forze Armate Benny Gantz che avrebbe detto al Premier Netanyahu: "Se riceveremo l'ordine ovviamente faremo del nostro meglio per obbedire ed eseguirlo ma, da nostre stime, un attacco contro l'Iran, per essere giustificato, dovrebbe essere in grado almeno di bloccare i progressi nucleari di Teheran per due anni".

La dispersione geografica delle installazioni nucleari iraniane, il fatto che molte di esse siano state duplicate con località segrete collocate nelle vallate più remote del paese che possono aumentare o continuare lavorazioni o processi non proseguibili in quelle ufficiali e l'enorme numero di centrifughe a esafluoruro collegate "a cascata" nel corso degli ultimi anni fanno sì, che le capacità di attacco di un paese come Israele abbiano poco di minaccioso per la Repubblica Islamica iraniana.
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Ancora un morto ad Awamiyah! Altro che Siria, la Lega Araba dovrebbe mandare osservatori nel Regno dei Saoud



Nella giornata di giovedì 26 gennaio Montazar Saeed al-Abdel é stato ucciso a colpi di arma da fuoco e due suoi compagni sono stati feriti da sgherri del regime mentre prendevano parte a una manifestazione ad Awamiyah, la città delle province orientali abitate da sciiti che come Qatif é diventata epicentro della rivolta ormai aperta contro l'oppressione violenta e autoritaria della corte di Riyadh, che sfrutta senza ritegno le risorse naturali dell'Est e poi tratta gli sciiti come cittadini di serie B.


Dopo l'uccisone di Essam Mohamed abu Abdellah il 12 gennaio e la strage di novembre questo é l'ennesimo esempio che, se esistono repressioni sanguinose in Medio Oriente esse sono quelle portate avanti dai regimi conservatori amici di Washington e Tel Aviv e anziché preoccuparsi della Siria la Lega Araba farebbe bene a inviare osservatori e truppe di interposizione nell'ultimo reame assoluto della Terra, per proteggere la minoranza sciita (due milioni e mezzo di persone) dalle violente persecuzioni del tiranno Saoud.


Comunque gli arresti arbitrari, le percosse, le uccisioni, non sembrano in grado di intimidire la popolazione che coraggiosamente, anche grazie all'incitamento e al sostegno del clero sciita (ricordiamo che l'Islam sciita ha una struttura sacerdotale molto più definita e stratificata di quello sunnita), come ad esempio la recente predica dello Sceicco Nimr al-Nimr, si sta sempre più radicando e precisando negli obiettivi e nei mezzi per raggiungerli.
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L'esercito di occupazione sionista afflitto dai renitenti: sempre meno giovani ebrei vogliono trasformarsi in SS con la stella di davide!


L'ufficio leva dell'esercito del regime ebraico ha gravi problemi con la chiamata alle armi, che nello stato fascista di occupazione della Palestina coinvolge ragazzi e ragazze. Per chi voleva evitare di farsi addestrare e indottrinare a diventare una macchina di odio e oppressione, ma senza affrontare la detenzione che aspetta i 'Refusenik' (e che pure tanti giovani coraggiosi accettano per diventare essi stessi veicolo di denuncia della brutalità sionista) una via più "comoda" era quella di dichiararsi ebrei ultraortodossi, presentarsi alla chiamata infagottati in una palandrana da haredim e dichiarare di non poter portare armi per motivi religiosi.

Con l'estensione di questa pratica a fasce sempre più estese di giovani (20 per cento dei richiamati nel 1992, 35 per cento oggi) però gli uffici competenti si sono dati a qualche indagine e accertamento, scoprendo, per esempio, che solo tra le ragazze tantissime delle pretese "ultraortodosse" avevano frequentato scuole assolutamente secolari (cose che gli haredim non farebbero mai, invocando la totale separazione non solo dai non-ebrei ma anche dagli ebrei non-ortodossi per mantenere la loro 'purezza'), rivedendo quindi un enorme numero di dossier per renitenza alla leva.

Negli ultimi mesi diversi generali sionisti hanno lanciato allarmi riguardo alla prevista incapacità del sistema militare di Tel Aviv di affrontare la rinnovata possibilità di una guerra su più fronti ora che l'Egitto non é più sotto il controllo di un dittatore filoamericano e che la maggior parte della popolazione di quel paese preme per una denuncia del cosiddetto 'Trattato di Pace di Camp David'.
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Cambio di passo nelle proteste in Giordania: ragazzo condannato a due anni per aver bruciato un poster del reuccio ascemita!


Un tribunale speciale militare di Amman ha condannato Uday abu Issa, appena diciottenne, a due anni di reclusione per avere "minato la dignità del Re", bruciando un manifesto con la foto del piccolo Abdullah II dopo averlo strappato dal muro durante una manifestazione a Madaba, località a Sud della capitale del regno ascemita. La protesta era stata scatenata dall'autoimmolazione di un impiegato statale, di cui avevamo dato puntuale notizia su queste stesse pagine.

L'avvocato di Abu Issa aveva impetrato il perdono della casa reale invocando la giovane età dell'imputato, ma evidentemente non é stato ascoltato. Anche la ONG umanitaria Human Rights Watch aveva chiesto di lasciar cadere le accuse contro il ragazzo, argomentando per bocca di Cristoph Wilcke che bruciare una immagine di un personaggio pubblico é un'affermazione politica, non un attentato e quindi non andrebbe perseguito come tale.

"Condannare come criminale questo atto lancia un messaggio agghiacciante: vuol dire dare a intendere che la critica alla figura e al ruolo del Sovrano é off limits, vuol dire mettere la Giordania al livello di monarchie assolute e dittature". Finora le frequenti dimostrazioni politiche che si susseguono in Giordania da almeno un anno non avevano mai rivolto biasimo alla figura del Re, ma piuttosto alla sua condotta indecisa nel pilotare un programma di riforma della Cosa Pubblica. Forse questo evento segnala un cambio di marcia nella protesta, dopo mesi di misure parziali e inefficaci forse i Giordani cominciano a vedere il Reuccio Abdullah come parte del problema piuttosto che della soluzione.
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giovedì 26 gennaio 2012

Attacco dei miliziani Al-Shabaab contro le truppe keniote e i loro collaborazionisti somali: 24 i morti!


Nella giornata di mercoledì 26 ottobre pesanti scontri sono stati registrati tra gli invasori kenioti che hanno violato i confini somali per conto dei loro burattinai americani e israeliani e i combattenti musulmani Al-Shabab che lottano per mantenere l'indipendenza e l'autonomia del loro paese. Gli scontri sono scoppiati nel distretto di Luuq della regione di Gedo, a Nordovest di Mogadiscio e tra la cittadina di Taabta e il Basso Giuba, vicino al confine col Kenya.

Nel primo scontro il combattimento si é incentrato attorno a una base della milizia collaborazionista Ahlu-Sunna, mentre il secondo ha avuto come teatro un acquartieramento dell'esercito invasore. I sicofanti di Nairobi e del 'governo centrale', sottomesso ai diktat imperialisti, parlano di "attacchi falliti" basandosi sul fatto che entrambe le locazioni siano ancora in mano ai loro originari occupanti ma, guardando la lista delle vittime, si capisce che lo scopo degli Al-Shabab era più che la loro conquista piuttosto l'infliggere perdite ai loro nemici.

In entrambe i casi i guerriglieri musulmani sono riusciti a infiltrarsi totalmente non visti dai loro avversari fino a ridosso delle loro posizioni che poi hanno preso di mira con lanciarazzi montati su motociclette, buggies, quad e altri veicoli ad alta mobilità, mentre postazioni di mortaio accuratamente piazzate in precedenza lasciavano andare un fitto fuoco di copertura.

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Il Presidente del Parlamento egiziano rimanda al mittente invito sionista: "Non sarò mai ospite di chi occupa e opprime la Palestina!"


Il neonominato Presidente del Parlamento egiziano, il primo eletto con suffragio e metodi democratici a quasi un anno dalla caduta di Mubarak ha ufficialmente respinto al mittente la missiva inviataglia dalla Knesset sionista, la parodia di Parlamento del regime ebraico, nella quale, a quanto pare il suo 'collega' Reuven Rivlin (tornato rapidamente da Dublino dove é stato duramente contestato), lo invitava a visitare la Palestina occupata.

Katatni ha poi commentato l'accaduto sul suo account twitter; il regime dell'Apartheid sionista é sempre più disperato riguardo alle relazioni con l'Egitto, la cui popolazione, con atti dimostrativi, manifestazioni e soprattutto col voto ha dimostrato di voler imprimere una svolta radicale all'atteggiamento del proprio paese nei confronti dell'entità di occupazione della Palestina.

Rivlin ha veramente pochissima fortuna con gli inviti visto che pochi giorni fa il Presidente del Parlamento turco Cemil Ciçek ha respinto un invito a lui rivolto più o meno nello stesso modo in cui ha fatto Katatni. Pochi giorni fa il Ministero degli Esteri sionista occupato dall'ultranazionalista razzista Avigdor Lieberman aveva emesso un comunicato in cui si offrivano "alleanza e cooperazione" alla nuova leadership egiziana uscita dalle urne ma l'Ikwhan, la Fratellanza Musulmana che controlla il partito di maggioranza FJP (47,19% dei voti alle ultime elezioni) ha subito silurato ogni ambiguità riguardo all'atteggiamento che terrà nei confronti di Israele, rifiutando ogni cooperazione o dialogo con le forze di occupazione della Palestina.

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Il Sindacato scrittori russo insignisce il Presidente siriano Bashir Assad di un premio "Anti-imperialista"


Le agenzie di stampa russe e siriane hanno recentemente diffuso la notizia che il Sindacato scrittori russi, unione di oltre 7500 letterati, ha riservato un premio speciale alla persona del Presidente Siriano Bashir Assad, dopo che una delegazione del Sindacato ha visitato e riferito le proprie impressioni su quanto sta recentemente accadendo nel paese mediorientale.

Valerij Gainchiev, Segretario dell'Unione ha dichiarato in merito: "Il premio ad Assad é un piccolo riconoscimento per la sua determinazione a resistere contro i tentativi americani, israeliani e sauditi di imporre l'egemonia imperialista sulla Siria e sul suo popolo, per gli sforzi colossali profusi nel tentativo di difendere le vite dei cittadini e, allo stesso tempo, l'autonomia e l'indipendenza del Paese".

Gainchiev ha indicato poi: "La nostra visita a Damasco, Aleppo, Homs e Latakia ci ha fatto entrare in contatto con un popolo estremamente vibrante, creativo, vivo e riconoscente nei confronti del Governo e del Presidente; chiunque voglia cambiare lo status quo siriano non deve conoscere altro che vergogna e sconfitta. Auguriamo ad Assad ogni successo nel risolvere la crisi presente e crediamo fortemente che vi riuscirà, grazie soprattutto al sostegno popolare".

L'ambasciatore siriano a Mosca Riad Haddad, che ha ritirato il premio in vece del Capo di Stato, ha espresso la riconoscenza di tutti i Siriani verso la Russia, il suo Governo e la sua società civile, che non ha mai scordato i tradizionali legami di amicizia che legano i due paesi.
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Catherine Ashton a Gaza ripete tiritere già sentite e inefficaci: "Vorremmo che Israele togliesse il blocco alla Striscia"


Il 'Ministro degli Esteri' dell'UE Catherine Ashton, recatasi a Gaza, ha chiesto ufficialmente la fine dell'assedio economico imposto dal regime ebraico contro la Striscia costiera e l'apertura di tutti i varchi di confine residui.

Durante una conferenza stampa tenutasi presso una struttura UNRWA nella giornata di mercoledì 25 gennaio la Ashton ha ripetuto di "avere sempre domandato" a Tel Aviv la fine dell'assedio contro Gaza. Se avesse menzionato sanzioni o provvedimenti contro Israele da applicarsi vista l'inutilità di questi appelli (sono ormai cinque anni che il ghetto litoraneo palestinese viene strozzato dal regime dell'Apartheid), forse le sue parole avrebbero potuto sortire qualche effetto.

Ma l'Europa dei nani politici di Bruxelles, che va a rimorchio degli Usa, sembra intenzionata a varare sanzioni solo contro gli Stati che perseguono i loro diritti (vedi Iran) non contro quelli che violano e straziano quelli altrui. La Ashton ha annunciato che l'UE contribuirà con 55 milioni di Euro al bilancio 2012 dell'UNRWA, meno del dieci per cento del totale.
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Il Presidente iraniano Ahmadinejad invita il Primio Ministro Haniyeh a Teheran!


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh ha ricevuto l'invito ufficiale a recarsi in Iran nel corso della sua prossima spedizione diplomatica che dovrebbe portarlo a visitare numerosi paesi dell'area del Golfo Persico. L'invito sarebbe arrivato direttamente dall'ufficio del Presidente della Repubblica Islamica, Mahmoud Ahmadinejad.

Taher al-Nunu, portavoce del Governo palestinese, ha dichiarato nella giornata di ieri che il Primo Ministro ha manifestato 'grande gioia e soddisfazione' alla notizia dell'invito e ha immediatamente istruito il suo staff affinché inserisca Teheran tra le principali tappe del suo nuovo 'tour' che dovrebbe partire tra l'inizio della prossima settimana e i primi di febbraio.

Nel suo messaggio ad Haniyeh Ahmadinejad ha anche espresso le sue congratulazioni per i grandi passi avanti fatti nella Striscia di Gaza dalla fine dell'ultima massiccia aggressione militare sionista per riparare i danni subiti e migliorare la vita della popolazione, nonostante il brutale e disumano assedio economico e il continuo stillicidio di bombardamenti aerei e incursioni armate.

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mercoledì 25 gennaio 2012

Hezbollah dichiara: "La partecipazione Qatariana alla conferenza di Herzliya dimostra la sottomissione delle monarchie petrolifere all'arroganza sionista!"


Con i loro tentativi di destabilizzare la Siria ormai in crisi su tutta la linea dopo la pubblicazione del rapporto degli osservatori arabi e l'eco della visita "segreta" dell'Emiro al-Thani in Israele gli sceicchi del petrolio qatariani dovrebbero essere tutto meno che ansiosi di ricevere ulteriore "bad press" per le loro posizioni acquiescenti e spesso collaboranti verso gli interessi dell'imperialismo occidentale in Medio Oriente eppure, é notizia recente, tra pochi giorni una loro delegazione prenderà parte, nella Palestina occupata a una conferenza sulla "sicurezza dello stato di israele", della durata di quattro giorni.

Come si può evincere dal .pdf degli eventi i partecipanti potranno assistere a simposi e tavole rotonde su "la normalizzazione dei rapporti diplomatici di israele", "l'anniversario del fondo nazionale ebraico"(l'organizzazione che sovrintende alla pulizia etnica e alla cancellazione dell'eredità culturale palestinese), a conferenze anti-iraniane e a seminari sulla "deterrenza nei confronti del mondo arabo e musulmano"! Praticamente come se una delegazione di negri americani andasse a una convention del Ku Klux Klan! Perché non importa con quanti petrodollari in tasca, per i razzisti sionisti del regime ebraico un Arabo rimane sempre un Arabo e se potesse Israele attaccherebbe e occuperebbe anche il Qatar nella sua ricerca della 'grande israele'.

Prontamente, l'ufficio media di Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione di condanna dell'atteggiamento cooperativo e sottomesso degli emissari qatariani, definendo la loro programmata presenza alla conferenza sionista: "Una disgrazia se frutto di scelta consapevole, una disgrazia maggiore se risultato di pressioni sioniste e americane perché indicherebbe la sottomissione totale del Governo qatariano ai desiderata imperialistici".
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Il Premier Haniyeh si rivolge a un pubblico di scienziati palestinesi e arabi: "Contro idee e conoscenza non c'é assedio che tenga!"


Il Primo Ministro palestinese Haniyeh nella giornata di ieri ha inaugurato la Conferenza degli Studi e della Ricerca Scientifica a Gaza, esprimendo gratitudine e riconoscenza a tutti gli accademici e gli studiosi che sono intervenuti raggiungendo il ghetto palestinese assediato da Israele, tra di loro, fra l'altro, diversi Decani di prestigiose università arabe.

Sono arrivati ospiti dall'Egitto, dal Sudan, dal Libano, dalla Giordania e anche dall'Irak, convenendo all'Università Al-Aqsa, il più importante centro di educazione superiore della Palestina. "Il regime ebraico dell'Occupazione voleva strangolare anche i nostri orizzonti culturali, ma la vostra presenza qui, grazie all'apertura del varco di Rafah ai viaggiatori, dimostra che contro le idee e la conoscenza non vi siano assedi che tengano!"

"Come il nostro popolo ha scavato tunnel nella terra per procurarsi il cibo di cui ha bisogno, come il nostro Governo ha reagito all'isolamento che Israele voleva imporci, così ora la vostra presenza qui testimonia della grande solidarietà del Mondo Arabo con la Palestina, tutta la Palestina, e col suo popolo!".

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Tantawi dichiara: "Ho abolito lo Stato di Emergenza", ma gli attivisti ribattono: "Non é vero!"

Anniversari: 2011 - 2012
 Mentre si avvicinano sempre più gli anniversari delle date climateriche in cui, esattamente un anno fa, il popolo egiziano si sollevava contro il corrotto e violento regime di Mubarak scuotendolo fino a farlo collassare come la marcia impalcatura che era, gli outlet mediatici governativi e indipendenti hanno rimandato una notizia che moltissime persone, negli ultimi dodici mesi, si aspettavano di sentire: a quanto annunciato, sembrava che lo SCAF guidato dal Maresciallo Tantawi avesse deciso una buona volta di abolire lo 'Stato di Emergenza', mantenuto da Hosni Mubarak per quasi trent'anni, dal momento della sua salita al potere (nella scia dell'attentato mortale contro Anwar Sadat).

"Ho preso la decisione di porre fine allo stato di emergenza in tutte le parti del paese" ha detto effettivamente l'anziano Feldmaresciallo, aggiungendo però subito dopo, "Eccezion fatta ovviamente per le misure destinate a combattere gli atti di teppismo, con decorrenza immediata dal 25 gennaio 2012". Ovviamente, la formulazione é abbastanza ambigua per garantire che, in effetti, nulla cambi anche dopo il roboante annuncio. Basterà infatti che un giudice o un ufficiale ritenga qualcosa "atto di teppismo" per poterne perseguire i responsabili con tutta la durezza delle Leggi di Emergenza, arresti arbitrari, processi per direttissima di fronte a tribunali militari eccetera eccetera.

Puntuale arriva infatti la denuncia di Hossam Bahgat, Direttore dell'Iniziativa Egiziana per i Diritti della Persona, NGO umanitaria indipendente, "Per quanto ci riguarda lo Stato di Emergenza é ancora pienamente in vigore, il termine 'teppismo' é troppo malleabile e soggettivo e permette a poliziotti e agenti di sicurezza di perquisire, detenere, attaccare chiunque loro vogliano".
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Ex-generale spia di Israele condannato a due anni di prigione a Beirut, gli é andata bene, rischiava la forca!


Un tribunale militare dell'Armee Libanaise ha condannato l'ex-Brigadier Generale Fayez Karam, a due anni di reclusione per spionaggio a favore del regime ebraico; Karam era stato arrestato nel 2009 e, scontando dalla pena i periodi di carcerazione preventiva dovrà trascorrere ancora sei mesi in cella.

La corte ha appurato al di là di ogni ragionevole dubbio che Karam si fosse recato all'estero (soprattutto a Cipro) per incontrarsi con esponenti del Mossad cui, in cambio di versamenti di denaro, avrebbe girato informazioni sensibili sulla struttura delle forze armate libanesi e delle organizzazioni di Resistenza attive nel Sud del paese, in special modo Hezbollah.

Negli ultimi mesi grazie alla fattiva e feconda cooperazione tra l'Esercito nazionale e il controspionaggio di Hezbollah la maggior parte degli agenti e degli operativi americani e sionisti in Libano é stata "bruciata" e sono state individuate anche postazioni elettroniche di spionaggio attorno a Tiro e ad altri centri del Sud.

Israele e Libano sono in stato di armistizio ma a livello diplomatico la fine della guerra non é mai stata ratificata, in base a ciò l'ex-Generale Karam rischiava l'impiccagione, in quanto collaboratore di uno stato nemico in guerra con Beirut.
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Attivista politico sciita "desaparecido" in Arabia Saudita per mano degli sgherri di Casa Saoud!


Gli sbirri di Casa Saoud hanno arrestato un attivista politico nel corso della campagna di repressione dei dimostranti che da mesi sono in fermento nelle province orientali del regno, popolate a maggioranza da sciiti. Zaher al-Zaher, questo il nome dell'arrestato, é caduto in mano ai suoi aguzzini nella giornata di lunedì ad Awamiyah, ma la sua famiglia é riuscita a dare l'allarme soltanto ieri.

L'arresto ha seguito a stretto giro la protesta di migliaia di manifestanti sciiti che erano scesi in piazza a Qatif, dopo la predica dello Sceicco Nimr al-Nimr, che venerdì scorso aveva avvertito i rappresentanti della Casa Reale di smettere col loro atteggiamento persecutorio contro gli sciiti (oltre due milioni su circa venti milioni di abitanti).

E' dallo scorso febbraio che manifestazioni sempre più imponenti si susseguono nell'ultimo regno assoluto della Terra, dove i membri della minoranza più trascurata ed oppressa chiedono un immediato rilascio di tutti i prigionieri politici e più equità e trasparenza nel reinvestimento degli utili petroliferi. Durante lo scorso novembre le forze di polizia del regime hanno ucciso cinque dimostranti in un solo giorno.
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Il popolo irlandese blocca l'accesso al Dail durante la visita di rappresentanti sionisti: "Chi opprime i Palestinesi non é benvenuto!"



Pochi popoli quanto gli Irlandesi sanno che cosa voglia dire lottare per i propri diritti, quindi pochi popoli quanto gli Irlandesi sono sinceramente e disinteressatamente solidali con la Palestina. Quando si é diffusa la notizia che i sionisti Reuven Rivlin e Yitzhak Herzog erano stati invitati a visitare Dublino i membri della "Campagna irlanedese di Solidarietà con la Palestina" hanno subito capito che bisognava dare un segnale.

Centinaia di attivisti si sono riuniti davanti al Palazzo del Dail, con striscioni, bandiere e cartelli, scandendo slogan contro i rappresentanti sionisti e dichiarando a gran voce che il cittadino irlandese non vuole, coi soldi delle sue tasse, finanziare giri turistici a chi opprime, assedia, tormenta e uccide civili innocenti a Gaza e in Cisgiordania.
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martedì 24 gennaio 2012

Adnan Mansour invita la Lega Araba a revocare tutte le misure contro la Siria: "E' evidente che le accuse erano solo imposture!"


Il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour dopo avere ascoltato il rapporto presentato dal Generale sudanese Al-Dabi sui risultati del primo mese di attività degli osservatori internazionali ha ufficialmente chiesto alla Lega Araba di revocare immediatamente tutte le misure prese contro la Siria visto che dalle parole del capomissione é apparso evidente come nel paese arabo non sia in corso alcuna "sanguinosa repressione" come annunciato dalle televisioni saudite e qatariane (Al-Arabiya e Al-Jazeera) che per mesi hanno diffuso allarmati ed esagerati reportage che parlavano di stragi di manifestanti.

Mansour ha raccomandato l'adozione di misure contro quei paesi che fino all'ultimo hanno cercato di ostacolare l'opera degli osservatori e di minarne la credibilità e ha caldamente raccomandato l'adozione delle misure caldeggiate dal Generale, prima tra tutte l'estensione di altri 30 giorni della permanenza degli osservatori nel paese e in secondo luogo l'aumento del loro numero.

Il Ministro ha indicato che "L'allusione degli osservatori alla presenza di provocatori armati riforniti dall'estero e sobillati contro la popolazione e il Governo legittimo indica la volontà di forze esterne di far precipitare il paese nel caos e nell'instabilità, in accordo con disegni volti a rendere la Siria una terra di conquista per interessi stranieri".


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L'esercito sionista si fa rubare millecinquecento granate calibro 120mm all'uranio impoverito!


APFSDS è l'acronimo militaresco per "granata anticarro a perdita d'involucro, con alette stabilizzatrici", riceviamo dalla televisione sionista "Arutz Sheva" la notizia che ben 1500 di questi proiettili da 120mm, prodotti per venire utilizzati dai cannoni dei carri armati 'Merkava' e 'Sabra' sono stati rubati da una gang di 'Soliti Ignoti' che, infiltratasi in un magazzino dell'esercito israeliano nel Sud della Palestina occupata ne é uscita con diversi "pallet" di refurtiva.

Secondo le poche informazioni disponibili tutto il personale del deposito sarebbe stato posto in stato di fermo dalla Polizia Militare di Tsahal che starebbe procedendo a 'torchiare' uno a uno i militari nel tentativo di capire se qualcuno di loro abbia facilitato in qualche maniera il compito dei ladri, agendo come 'talpa' o addirittura aiutandoli a entrare ed uscire col maltolto.

Il penetratore dei proiettili, un'asta appuntita di diverse dozzine di centimetri di lunghezza, é fatto di uranio impoverito, proveniente dalla centrale nucleare "pirata" di Dimona...una volta che impatta contro un obiettivo esso si polverizza e si spande nell'aria, contaminando atmosfera e suolo e contribuendo all'insorgere di leucemie, tumori linfatici e deformità alla nascita tra coloro che sono tanto sfortunati da restare esposti al micidiale metallo pesante.

Le organizzazioni di resistenza palestinese sarebbero molto ansiose di mettere le mani su materiale simile per rendere più efficaci le loro poche armi anticarro, come i razzi anticarro 'Yassin' e 'Al-Batar'. L'industria artigianale palestinese é in grado di assemblare ottimamente complessi lanciatori e di produrre esplosivi e propellenti anche con strumenti molto approssimativi, ma, finora, ha avuto problemi a trovare materiali abbastanza densi (come il carbidio di tungsteno, ad esempio) con cui costruire testate e penetratori in grado di sconfiggere le massicce corazzature israeliane, dietro cui si nascondono gli assassini di bambini del 'coraggioso' esercito sionista.
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