sabato 13 ottobre 2012

Ad Aleppo le forze di Assad continuano la bonifica: ucciso un importante capo terrorista, trovati cadaveri di qatarioti e sauditi!!

Nuovi successi governativi nella lotta tra la Siria di Assad e gli insorgenti mercenari stipendiati dagli emiri del Golfo e sostenuti da Recep Erdogan, ad Aleppo le forze dell'Esercito hanno messo in fuga i terroristi dal Souk di Al-Hal, dal Souk di Al-Foustouk, dalla Porta di Antakia e da Qadi Askar, distruggendo i veicoli che usavano come trasporti e sequestrando un arsenale nascosto. Un agente qatariota e un uomo con documenti sauditi sono stati identificati tra altri militanti stranieri uccisi a nord di Kfar.

Inoltre in un'altra sparatoria avvenuta a Kafar Halab é stato ucciso il comandante qaedista Basim Shaaban; durante l'operazione due veicoli armati di mitragliatrici sono stati distrutti e non si segnalano sopravvissuti dell'operazione. Ormai anche gli outlet più totalmente asserviti all'occidentalismo più retrivo e arrogante dichiarano apertamente che ogni tentativo di rovesciare con le armi Assad é fallito e non si intravede come il campo imperialista possa volgere a suo favore una situazione dove persino gli oppositori del Presidente si sono resi conto che la sua caduta significherebbe la balcanizzazione e forse la spartizione della Siria.
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A proposito di Hamas…le pognanti riflessioni di Ali Reza Jalali sulla dicotomia di "Hamasan", i due Hamas spaccati tra Resistenza e sottomissione!

Ancora una volta cogliamo l'occasione per ringraziare il giovane giurista ed esperto di questioni mediorientali Ali Reza Jalali per il suo prezioso contributo al nostro blog; per onorarlo abbiamo ritardato di qualche giorno la pubblicazione di questo editoriale in modo che fosse il primo item del terzo anno d'attività di PALAESTINA FELIX.
 
Da quando è iniziata la crisi siriana, ovvero all'incirca dal marzo dell'anno scorso, abbiamo potuto apprezzare alcuni cambiamenti importanti nelle posizioni politiche dei principali attori del Medio Oriente. Questi attori, regimi, governi, partiti politici o gruppi armati che siano, hanno ritenuto di chiarire la propria posizione riguardo agli eventi siriani, per evitare fraintendimenti o ambiguità; così oggi possiamo apprezzare un governo siriano sostenuto dallo Stato iraniano, dal governo libanese e da quello iracheno, oltre che dallo Stato sudanese.

D'altro canto l'opposizione armata al governo legittimo di Assad, frutto di una "Santa alleanza" grossolana, comprendete islamisti radicali, salafiti, wahabiti, sedicenti liberali, sedicenti laici democratici e chi più ne ha più ne metta, sostenuta apertamente dal governo turco, dal regime saudita e dal Qatar, per non parlare del cauto sostegno giordano (temperato dal timore del reuccio Abdallah di venire dopodomani spodestato dai wahabiti) e della regia, occulta ma presentissima, del regime sionista dietro l'intera operazione, che spera di sbarazzarsi dell'unico Stato che lo ha combattuto apertamente senza mai riconoscerlo e mai accettare 'pace' e di cui occupa militarmente e illegalmente la zona del Golan.

Per ciò che concerne i gruppi politici e di guerriglia, per non parlare delle bande terroriste, abbiamo ugualmente posizioni abbastanza chiare nella regione. Da una parte (a favore di Assad) gli Hezbollah libanesi, i maroniti progressisti di Aoun, il partito Amal, l'SSNP, il Partito Arabo Democratico degli Alawiti, i nazionalisti "nasseriani" in Egitto, i movimenti sciiti iracheni riconducibili alle figure di Moqtada Sadr e Ammar Hakim. Con l'opposizione armata invece si sono schierati i gruppi terroristici come Al-Qaeda e i terroristi MKO, il Partito islamico iracheno del latitante Tariq Hashemi, e le frange più conservatrici della Fratellanza musulmana, in ispecie quella egiziana.

Molto interessante invece la posizione dei gruppi palestinesi, vista negli ultimi anni la vicinanza della Siria con i gruppi rivoluzionari della Terra Santa. Al Fatah, ma questa non è una novità, si è schierata contro Assad, mentre la Jihad islamica e i gruppi di sinistra, hanno simpatizzato per il governo siriano così come i Comitati di Resistenza Popolare (legati a Hezbollah) e il Fronte Popolare Comando Generale di Ahmed Jibril. Gli unici, in tutto lo scacchiere mediorientale, a non esprimersi chiaramente, tra i principali gruppi, sono stati quelli di Hamas.

La realtà dei fatti è che, il gruppo islamico palestinese, ha una oggettiva difficoltà a trovare una linea coerente nella sua dirigenza: da un lato il ricordo della storia recente, caratterizzata dall'alleanza con la Siria "assadista", in funzione antisionista e antimperialista, come dimostrano i fatti della guerra di Gaza di qualche anno fa, e dall'altro il legame tra Hamas e la Fratellanza musulmana, di cui in effetti rappresenta una filiazione, che si propone come principale gruppo di opposizione al governo siriano. Se poi dovessimo aggiungere le lusinghe dei petrodollari degli emiri del Golfo, comprendiamo come i leader storici di Hamas siano in questi giorni alle prese con tentazioni inconciliabili: come si suol dire, "tenere la botte piena e la moglie ubriaca", ovvero rimanere nell'Asse della Resistenza e tuttavia beneficiare dei 'perk' promessi dai regimi reazionari della regione.

Tutto ciò è ancora più evidente se vediamo le prese di posizione di alcuni esponenti di Hamas. Qualche mese fa, in una visita di Ismail Haniyeh in Egitto, il politico islamista disse dinnanzi ad una folla osannate, che sventolava le bandiere dell'opposizione siriana: "Noi sosteniamo la lotta del popolo siriano per la democrazia e la libertà". Proprio qualche giorno fa, è arrivata la notizia di un discorso di Khaled Mishaal in visita in Turchia; egli avrebbe detto apertamente che "Hamas sostiene le rivoluzioni nel mondo arabo", aggiungendo: "noi stiamo dalla parte della rivoluzione siriana". Egli ha poi continuato: "Noi sosteniamo gli sforzi del popolo siriano per la democrazia e la dignità". Quindi un quadro abbastanza chiaro verrebbe da pensare. Hamas è contro Assad.

Ma a complicare le cose ci ha pensato un altro dei leader storici del partito islamista palestinese, ovvero Mahmood Zahhar. In un'intervista, risalente a questa estate, Zahhar aveva apertamente bollato le rivolte in Siria come un complotto per indebolire la resistenza al sionismo. Le posizioni dei leader di Hamas quindi sono schizzofreniche e ciò dimostra la profonda divisione ai vertici del partito. Al momento il tessuto del movimento sembra ancora tenere, ma non è da escludere in futuro una possibile scissione e la fuoriuscita di alcuni esponenti.

Ovviamente chi scrive spera nella riconciliazione in nome della Causa rivoluzionaria e antisionista, ma così come stanno le cose Hamas sta prendendo, almeno in una parte della sua dirigenza, una strada molto pericolosa, che ricorda il declino di Al Fatah nei decenni scorsi, ovvero l'involuzione da gruppo rivoluzionario a pedina delle forze reazionarie, da tenere in considerazione solo per qualche fantomatico "processo di pace" destinato ad inglobare tutta la Palestina storica nel regime di occupazione sionista.

E' ancora presto per trarre delle conclusioni, ma la speranza sincera è il ripensamento di certe istanze avute recentemente. Veramente quelli di Hamas hanno dimenticato così in fretta i servizi di Assad alla causa palestinese? Senza gli aiuti siriani Hamas poteva pensare di resistere all'esercito sionista nel 2008-2009? Sarà il tempo a dirci se quelli del movimento islamico palestinese cadranno nelle braccia dei collaborazionisti sauditi o manterranno la linea antimperialista degli ultimi anni.
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Un Buon Secondo Compleanno a PALAESTINA FELIX! Da settecentotrenta giorni a fianco degli oppressi!!

Cento e quattro settimane fa, con questo articolo sulle relazioni tra Apartheid sudafricano e Apartheid sionista, iniziava l'avventura giornalistica di 'Palaestina Felix' un blog che coerentemente, costantemente, attraverso 730 giorni costellati da 3118 news item, per una media quotidiana di oltre 4, ha voluto contribuire a informare il pubblico italiano insoddisfatto dalla cappa di censura "a sei punte" dell'informazione venduta a Sion e all'occidentalismo islamofobo sulla complessa realtà della Lotta del Popolo di Palestina e i segni e gli eventi che scandiscono il risveglio delle popolazioni di etnia araba e di fede musulmana contro lo status quo dell'arroganza imperialista e dei despoti corrotti venduti a Washington e Tel Aviv.

Gli anniversari sono sempre occasioni per redigere bilanci e tracciare nuove rotte e prospettive: rispetto a un anno fa alcune speranze sono state ridimensionate o deluse e nuove minacce sono sorte a insidiare il ruolo della Resistenza e della lotta di liberazione in Medio Oriente e nel mondo arabo-musulmano. Ci riferiamo in particolare ad una parte della dirigenza di Hamas e alla sua 'sbandata' per i petro-dollari sauditi e qatarioti e alla maniera sorprendente (e vergognosa) con cui la Turchia ha abbandonato (con una solerzia del tutto grottesca) la politica di 'buon vicinato' verso Siria e altri paesi confinanti, tornando a essere l'ascaro della NATO e degli Usa.

D'altra parte l'eroica resistenza del Presidente Assad e del popolo siriano tutto contro i mercenari prezzolati, il ruolo Iraniano, Iracheno e Libanese nel contenere la devastante potenza del complotto sunnita-wahabita, il sostegno generoso di Mosca e Pechino all'ONU, il rifiuto di Mahmoud Zahar di prostituirsi ai satrapi Al-Saoud e Al-Thani e le costanti e concrete prove di coraggio della Jihad Islamica palestinese e delle sue Brigate combattenti ci riempie di coraggio, di speranza e di entusiasmo per un futuro che, ne siamo certi, porterà buone notizie per chi lotta per la liberazione, l'autoaffermazione, l'indipendenza e l'autonomia dei popoli e delle nazioni.
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venerdì 12 ottobre 2012

Il Presidente libanese dichiara: "Hezbollah coi suoi droni fa parte della nostra linea di difesa contro Israele!"

Poco dopo il discorso del Segretario di Hezbollah Hassan Nasrallah, col quale la Resistenza sciita libanese ha rivendicato la paternità del drone inviato in volo in profondità sul territorio della Palestina occupata dai sionisti il Presidente Suleiman, dal suo Palazzo della Baabda ha dichiarato ufficialmente la necessità per lo Stato libanese di lanciare un programma di Difesa che integri le capacità dell'Armee Libanaise in via di ricostruzione e potenziamento con quelle sviluppate da Hezbollah e dai suoi militanti.

La crociera del drone di Hezbollah lungo centinaia di chilometri di spazio aereo sionista é eccezionale e mostra le profonde debolezze di un sistema militare efficientissimo quando si tratta di mutilare e massacrare civili inermi e innocenti e capace di imbarazzanti sconfitte e debacle quando si trovi di fronte non tanto un nemico dotato di pari mezzi ed equipaggiamenti ma anche solo una Resistenza partigiana e popolare mimimamente coesa ed organizzata.

Secondo quanto dichiarato da Nasrallah il nome in codice dell'operazione-drone era "Hussein Ayub" e rappresenta una prima e parziale risposta alle continue violazioni sioniste dello spazio aereo libanese, in flagrante e violento contrasto con i termini della Risoluzione ONU 1701 con la quale venne raggiunto l'armistizio dopo i 33 giorni di guerra aperta tra esercito di Tel Aviv e militanti sciiti nell'estate del 2006.
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Ennesima figuraccia turca: il jet siriano sequestrato rilasciato con scuse: "Niente armi trovate a bordo!"

Indecorosa e ridicola conclusione per la 'pantomima' organizzata dal sultano in sedicesimo Recep Erdogan e dal suo 'menestrello degli esteri' Ahmet Davutoglu con il sequestro da parte di caccia F-16 di un Airbus 320 civile delle aviolinee siriane che stava tornando alla capitale Damasco da Mosca, costretto ad atterrare ad Ankara e illegalmente perquisito alla ricerca di fantomatiche 'armi' (quante ne potrebbero stare poi in un charter stipato di passeggeri com bagagli?) per circa 36 ore.

Le autorità di Ankara  hanno dovuto, obtorto collo, cedere all'evidenza e ammettere di fronte all'opinione pubblica mondiale che "nessun tipo di arma era trasportato dall'Airbus siriano". Tutti i passeggeri del volo e i membri dell'equipaggio sono stati lasciati liberi di riprendere la strada verso la loro destinazione. Sia le autorità di Damasco che quelle moscovite hanno duramente stigmatizzato l'accaduta parlando di "condotta inaccettabile" e "comportamento da sceriffi, compiuto grazie alla sicurezza della solidarietà NATO e americana".

I passeggeri, tra cui si trovavano anche diciassette persone di nazionalità russa, hanno riferito di maltrattamenti, minacce e abusi da parte turca, riferendo in particolare di avere visto i piloti "venire ammanettati come criminali". Si può considerare ormai morta e sepolta qualunque aspirazione turca neo-ottomana di prestigio e influenza nel Mondo Arabo e nel Medio Oriente; con i loro atteggiamenti Erdogan e Davutoglu hanno mostrato di non essere altro che l'ennesima incarnazione dei camerieri della NATO e dell'Occidente che troppo a lungo hanno dettato legge in un paese che si sente sempre meno rappresentato dall'AKP e dai suoi dirigenti.
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Nasrallah dichiara: "Il drone lanciato sulla Palestina occupata é di Hezbollah, possiamo sfidare i sionisti coi loro stessi mezzi!"

Sorprendendo non pochi commentatori e analisti di questioni mediorientali (non ultimi noi stessi che ritenevamo l'evento un episodio di 'spionaggio tra alleati' us-raeliani) il Segretario Generale del Movimento sciita Hezbollah Hassan Nasrallah in un discorso tenuto ieri ha apertamente rivendicato a nome della propria organizzazione l'invio del drone senza pilota che é stato intercettato sulla porzione meridionale della Palestina occupata.

Ovviamente la condotta di Hezbollah é assolutamente legittima: quasi ogni giorno in spregio alla Risoluzione ONU 1701 droni e velivoli del regime ebraico 'straforano' nello spazio aereo libanese; il Libano, per tramite della sua organizzazione di Resistenza armata, ha tutto il diritto di fare altrettanto; se le informazioni rilevate e prontamente trasmesse dall'UAV a Nasrallah e soci serviranno a rendere più precise e letali le rappresaglie missilistiche in caso di conflitto armato, tanto meglio.

Nasrallah ha dichiarato che il drone usato dalla Resistenza libanese é di origine iraniana ma assemblato, lanciato e controllato da esperti libanesi, una chiara rivendicazione dell'expertise e il know how accumulato dalla milizia sciita nel campo della guerra elettronica e dell'intelligence, ormai molto superiori alle capacità possedute da molti eserciti 'regolari'.
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giovedì 11 ottobre 2012

Il traditore Khaled Mishaal vola in Qatar a recitare i nuovi 'mantra' graditi al suo grasso padrone Al-Thani!

Il traditore Khaled Mishaal, colui che dopo avere mangiato il pane di Bashir Assad e dell'Asse della Resistenza per tredici anni e avere goduto dell'ospitalità e della protezione di Damasco per altrettanto a lungo ha "pensato bene" insieme all'altro satrapo Marzouk di sputare sull'onestà, l'onore e la rispettabilità di un movimento che faceva della Resistenza 'senza se e senza ma' la propria bandiera per schierarsi con i corrotti emiri sunniti del petrolio é volato ieri a Doha per scodinzolare di fronte al suo nuovo padrone Al-Thani, assassino di riformisti barheini e di civili siriani.

Ridicola, grottesca, vergognosa (se al brizzolato cacicco fosse rimasto un organo capace di percepire e provare vergogna) la cicalata imbastita davanti alla platea di paffuti e corrotti vassalli dell'imperialismo americano, durante la quale si é sentito Mishaal affermare distintamente  che: "Hamas ha fallito nel coniugare Resistenza e Governo di Gaza".

A parte che ci sembra che a prezzo di grandissimi sacrifici il popolo di Gaza abbia resistito piuttosto bene ad anni di crudele assedio economico sionazista e di sfacciate provocazioni e aggressioni militari; ci si chiede Mishaal che é sempre stato fuori da Gaza per tutto questo decennio e oltre quali dati, quali elementi abbia per dichiarare questo e inoltre, anche quando lo si desse per assodato, che vorrebbe dire ciò? Sottendo forse Mishaal (per compiacere il suo nuovo rotondo compagnuccio di giochi) che non sia possibile 'Resistere' e 'Governare' allo stesso tempo?

Forse Mishaal e i suoi compari traditori vorrebbero cambiare il motto di Hamas da 'Movimento Islamico di Resistenza' a 'Movimento Islamico di Governo'? Ha presente Mishaal che quegli stessi alleati su cui lui ha sputato e che lui ha offeso (Repubblica Islamica Iraniana, Repubblica Araba Siriana, Movimento Hezbollah e Resistenza Libanese) hanno passato non un anno, non cinque, non dieci ma DECENNI E DECENNI a RESISTERE contro Israele, contro gli Usa, contro i loro agenti prezzolati e i voltagabbana arabi, turchi, sunniti, wahabiti e di altre nazionalità e sette e a GOVERNARE paesi che giustamente l'arroganza imperialista e sionista mondiale cerca di destabilizzare con il complotto e la violenza visto che non può affossarne o sminuirne il successo e l'ascendenza con altri mezzi?

Ci pensi il traditore Mishaal, le sue parole, oltre a svelarlo come il meschino insetto morale che é rendono evidente la sua pochezza intellettuale e di leadership, che invece non manca dalle parti di Dahiyeh, Damasco, Sadr City e Teheran.
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mercoledì 10 ottobre 2012

Video esclusivo del contrattacco palestinese contro il regime ebraico, coordinato tra Brigate Qassam e Jihad Islamica!

Abbiamo il piacere di riportare che, dopo avere respinto un tentativo sionazista di invasione del ghetto assediato di Gaza presso la zona di Rafah le Brigate Ezzedine Al-Qassam di Hamas e le Brigate Al-Quds della Jihad Islamica palestinese hanno continuato le loro operazioni di rappresaglia contro obiettivi militari sionisti e acquartieramenti di miliziani ebrei lanciando altri cinquanta proiettili a razzo contro di essi.

Le rappresaglie coordinate seguono l'annuncio ufficiale che le due organizzazioni armate hanno siglato un patto di collaborazione e coordinamento delle loro iniziative a fronte della perdurante offensiva sionista contro l'inerme popolazione civile della Striscia, costata ancora pochi giorni fa un morto e circa una dozzina di feriti, tra cui molti bambini.

I nostri lettori più attenti avranno notato che questo inaspettato ma auspicabile sviluppo ha fatto seguito a strettissimo giro alla presenza del leader storico di Hamas Mahmoud Zahar a una colossale manifestazione della Jihad Islamica palestinese a Gaza pochi giorni fa. Questo sta a indicare che in Hamas non tutti (anzi, noi speriamo, meno gente possibile) siano disposti a seguire la linea filo-saudita e filo-wahabita di Mishaal e Marzouk.
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Pirateria aerea neo-ottomana! Erdogan disperato per i successi siriani sequestra un jet passeggeri di Damasco!

Rendendosi ancora più ridicoli agli occhi del mondo il duo di cialtroni neo-ottomani Recep Erdogan e Ahmet Davutoglu hanno fatto sequestrare dall'aviazione militare turca, con un atto di pirateria aerea che ha pochissimo da invidiare alle peggiori azioni sioniste un jet civile Airbus 320 delle aviolinee siriane che da Mosca stava tornando verso la capitale Damasco, costringendolo ad atterrare ad Ankara.

Facendo strame se non dell'intelligenza almeno dell'astuzia che si suppone un dignitario del suo calibro dovrebbe possedere il Ministro degli Esteri turco Davutoglu ha cercato di giustificare l'inaccettabile provocazione sostenendo che l'aereo portasse 'armi' per il Governo di Assad.

Ovviamente se il Governo di Assad avesse bisogno di armi russe per combattere e sconfiggere i mercenari wahabiti sostenuti da Ankara come quelli bloccati e ricacciati oltre confine ieri presso Jisr al-Shughour non se le farebbe certo mandare su voli civili.

L'atto dimostra la crescente schizofrenia di Erdogan e soci che sono sempre più disperati e tentano di mettere sotto pressione Assad e la Siria che sono sempre più vittoriosi contro le milizie qaediste in costante e sempre più grave rotta. Se le cose stessero procedendo positivamente per il campo wahabita-imperialista non ci sarebbe bisogno di queste balzane e scoordinate iniziative turche che tradiscono un nervosismo crescente.
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Dopo le belle parole finalmente qualche fatto concreto: le Brigate Qassam respingono truppe sioniste a Rafah!

Scrivevamo ieri riguardo al comunicato delle Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas, con il quale il comando della milizia prometteva una maggiore coordinazione con le truppe della Jihad Islamica e una maggiore responsività in caso di nuovi attacchi e provocazioni sioniste.

Ovviamente, dopo i vergognosi avvenimenti che hanno visto protagonisti traditori come Khaled Mishaal e Moussa Abu Marzouk, il nostro tono non poteva che essere attendista, sperando che alla tonitruante dichiarazione facesse seguito qualche fatto, sempre più scarso ormai, nella cronaca quotidiana delle azioni del 'Movimento di Resistenza Islamico'.

Siamo lieti di annunciare, e lo facciamo con vero e sincero sollievo, che a poche ore dall'annuncio le parole del Comando delle Brigate sono diventate veri fatti sul terreno, con militanti di Hamas che, armi in pugno, hanno respinto un tentativo di 'raid' terrestre sionista nella Striscia di Gaza assediata.
L'abortita invasione é stata tentata nei pressi di Rafah, nella stessa zona dove avantieri i cacciabombardieri sionazisti hanno mietuto l'ennesima messe di vittime civili innocenti, mutilando e straziando, tra gli altri, ben cinque bambini: blindati e carri armati sionazisti sono stati colpiti da almeno tre granate razzo e si sono ritirati; subito dopo, tenendo fede al patto di collaborazione rinnovato recentemente, le forze combinate delle Brigate Qassam e delle Brigate Al-Quds della Jihad Islamica hanno fatto partire sei razzi da 122mm contro acquartieramenti di miliziani ebrei, come rappresaglia per il tentato attacco militare.
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In Siria si intensifica la battaglia attorno ad Homs, terroristi fuggono in Libano, altri sono respinti in Turchia!

Mentre prosegue con successo la bonifica dell'area metropolitana attorno ad Aleppo, teatro da oltre due mesi di una lotta senza esclusione di colpi tra l'Esercito regolare siriano e i rimasugli dei gruppi wahabiti che volevano isolare la metropoli del Nord per farne una loro 'zona franca' anche la provincia di Homs nelle zone di Qusayr e Khadiliyah é teatro di intensi combattimenti.

Rapporti del Comando delle Forze Armate dichiarano che Khalidiya é ormai per la maggior parte sotto il controllo dell'Esercito e che le forze terroriste messe in rotta con l'uccisione di almeno cento loro membri non hanno trovato altro scampo se non attraversando il confine col Libano presso Mashareh al-Qaa abbandonando la terra siriana che volevano invadere e piegare ai voleri dei loro padroni.

Moltissimi dei morti delle ultime giornata hanno documenti turchi, afghani e ceceni, a ulteriore dimostrazione nella natura artificiosa e "orchestrata" dell'internazionale wahabiti movimentata contro la Siria da Riyadh, Doha ed Ankara. Un tentativo di infiltrazione di stranieri armati dal territorio turco nei pressi di Jisr al-Shughour é stato respinto dalle truppe stazionate nella provincia di Idlib.
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La pantomima del "Drone-Ufo" rivela in tutta la sua chiarezza il 'bluff' dei sionisti Barak e Netanyahu!

Pochi giorni fa la cortina di sicumera burbanzosa di cui il regime ebraico di occupazione della Palestina ama circondarsi é stata improvvisamente infranta dall'affanno con il quale le forze armate di Tel Aviv hanno tardivamente individuato e abbattuto un velivolo senza pilota nel sud del Paese che incrociava sopra il Deserto del Negev.

Immediatamente dopo una ridda di accuse, controaccuse, giustificazioni puerili e ipotesi che definire fantasiose é poco ha occupato i maggiori media sionisti; in merito alla provenienza e alla missione del "Drone-Ufo" la teoria propugnata dal Governo sarebbe questa: "Colpa di Hezbollah!".

Ci si chiede come mai Hezbollah dovrebbe lanciare un veicolo a pilotaggio remoto dal Libano, farlo incrociare sopra il Mediterraneo lontano dalle coste palestinesi e poi portarlo sopra la porzione occupata all'altezza di Gaza, quando a Gaza esistono movimenti amici e alleati (Comitati di Resistenza Popolare, Jihad Islamica) che sarebbero dispostissimi a lanciarlo loro facendo risparmiare tempo, carburante e autonomia, consentendogli di osservare possibili bersagli e snodi strategici sionisti molto più a lungo.

E' ovvio che la provenienza dell'oggetto non é certo il movimento di Resistenza libanese e personalmente diamo molto più credito alla teoria secondo cui il velivolo sarebbe stato lanciato da una unità navale americana in un caso di "spionaggio tra alleati" (gioco a cui il regime sionista ha già dato prova di essere avvezzo verso il suo 'alleato' transatlantico anche in termini tutt'altro che amichevoli).

Resta il fatto che questo incidente ha dimostrato ancora una volta la totale impreparazione militare sionista quando non si tratti di affamare ghetti o bombardare donne e bambini.
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martedì 9 ottobre 2012

Armi per miliardi di dollari da Mosca a Bagdad l'influenza yankee in Irak é durata lo spazio di un mattino!

Quattro miliardi e 200 milioni di dollari, pari a circa 3 miliardi e 250 milioni di Euro, a tanto ammontano i contratti per forniture militari siglati tra aprile ed agosto nel corso degli incontri a Mosca tra il Ministro della Difesa iracheno Saadun al-Doulami ed esponenti del Governo Medvedev. La notizia é stata confermata ufficialmente oggi a latere dell'incontro tra il Premier russo e il Primo Ministro iracheno, Nouri al-Maliki.
Tra i sistemi d'arma che la Russia fornirà all'Irak vi sono 30 moderni elicotteri d'attacco Mi-28 e oltre quaranta batterie antiaeree Pantsir S1. Come si vede, la speranza americana di fare del paese mesopotamico un docile 'vassallo' che dimostrasse la sua fedeltà investendo in costosi armamenti a stelle e strisce sta rapidissimamente rivelandosi l'ennesima fallacia Made in Usa.
La Russia é stata il principale fornitore militare dell'Irak nel corso della lunga guerra contro l'Iran (tranne i primi anni, quando Mosca negò i rifornimenti a Saddam in quanto 'offesa' per non essere stata consultata sull'invasione), fu proprio l'impossibilità dell'URSS in agonia di rimpinguare l'arsenale del dittatore di Tikrit a cavallo tra 1989 e 1991 a decretare la sua ignominiosa sconfitta nella 'Guerra del Golfo'.

Adesso però, con la produzione militare russa tornata a livelli d'eccellenza forse anche superiori a quelli dell'era sovietica, sembra che il Governo filoiraniano di Maliki voglia almeno in questo campo mantenere una continuità con il passato regime baathista; del resto, come dimostra il caso della Siria, per i paese dell'Asse della Resistenza mantenere un alto tasso di efficienza e prontezza militare é un assoluto imperativo.
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Le Brigate Qassam di Hamas si danno una svegliata e 'promettono' di coordinarsi coi militanti della Jihad Islamica!

In occasione dell'ultimo, disumano e sanguinoso attacco sionazista contro cittadini inermi del ghetto assediato di Gaza ci chiedevamo che cosa stessero facendo le Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio militante di Hamas, mentre i loro colleghi della Jihad Islamica palestinese rispondevano colpo su colpo con una pioggia di razzi artigianali contro gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot ed Eshkol.

Evidentemente l'imbarazzo di restare con le mani in mano mentre altri rischiavano la vita per far pagare a Sion il prezzo del suo codardo bombardamento é stato infine troppo, visto che nel pomeriggio di ieri é stato diffuso un comunicato dall'Ufficio Informazioni delle Brigate annunciante una "stretta coordinazione" delle iniziative di Resistenza e rappresaglia con i camerati delle Brigate Al-Quds (la milizia della Jihad Islamica).

Speriamo che, una volta tanto, agli annunci seguano i fatti e che i dirigenti e i militanti più onorevoli e coerenti delle Brigate Qassam considerino seriamente la possibilità di legarsi sempre più strettamente alla Jihad Islamica e di separarsi via via da una forza politica che, per iniziativa di pochi traditori annidati al vertice, ha letteralmente sputato su oltre due decenni di lotta, sacrifici, duro lavoro e grandi risultati, offendendo nel contempo la memoria di tutti quei martiri che si stanno rivoltando nella tomba vedendo quello che fu il "Movimento islamico di Resistenza" ridotto a dependance degli interessi degli emiri petroliferi sunniti.
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Le forze armate siriane uccidono cento terroristi attorno a Homs in uno scontro decisivo per la sconfitta dei wahabiti mercenari!

In quella che potrebbe rivelarsi una delle battaglie decisive per spezzare la schiena dell'insorgenza prezzolata dei mercenari wahabiti pagati da Sauditi, Qatarioti e Turchi in territorio siriano le forze armate del Presidente Assad hanno affrontato attorno alla città di Homs un vasto contingente qaedista, mettendolo in rotta non prima di avere abbattutto circa cento dei suoi membri presso le cittadine di Qusayr e Khalidiya.

Intanto attorno ad Aleppo, prima metropoli del paese, continuano le operazioni di contrasto e bonifica del territorio da ogni residua presenza ostile; nel corso del passato week-end sono stati arrestati tre estremisti sunniti tunisini, a ulteriore dimostrazione che senza il contributo di stranieri appositamente "importati" nel paese dalle centrali della destabilizzazione imperialista non vi sarebbe stato alcun movimento armato anti-Assad.
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lunedì 8 ottobre 2012

Di nuovo in piazza migliaia di persone nella zona di Qatif, la monarchia dei Saoud ha i giorni contati?

Una nuova manifestazione spontanea di decine di migliaia di partecipanti ha animato l'area di Qatif, nelle province orientali dell'Arabia Saudita, costiera ricchissima del petrolio che senza alcuna ricaduta positiva per i sudditi il corrotto Re Abdullah e la sua corte di parassiti e sicofanti sperperano in emolumenti ai terroristi wahabiti, acquisti di armi con cui opprimere il loro stesso popolo e spese stravaganti degne di Maria Antonietta.

Ma la determinazione degli sciiti d'Arabia si tempra col sangue e col sacrificio e non bastano i tre assassinati delle scorse settimane, le dozzine di feriti e le migliaia di arrestati, sequestrati e "desaparecidos" a piegare i loro spiriti. Sanno, essi, che come non si sono arresi i loro confratelli iraniani, libanesi e iracheni il premio della liberazione dal giogo li aspetta solo se sapranno bere l'amaro calice della repressione fino alla feccia; allora e solo allora le loro labbra potranno disporsi a gustare il dolce nettare della vittoria.
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Ibrahim Mousawi: "I terroristi in Siria ormai sconfitti, i loro sponsor provano a usare Erdogan per tenere Damasco sotto pressione!"

In un suo recente contributo al sito-web della stazione televisiva libanese Al-Manar Sayyed Ibrahim Mousawi dichiara che i risultati della perseveranza e degli sforzi del Governo di Damasco e delle forze militari e di sicurezza siriane hanno portato frutti decisivi nel contrasto all'insorgenza terrorista wahabita, ormai in fase di deciso riflusso senza essersi mai nemmeno avvicinata a quelli che sarebbero stati gli 'obiettivi minimi' per imporre il cambio di regime nel paese arabo.

Per avvicinarsi a tale obiettivo infatti sarebbe stato necessario creare una 'zona sicura' interdetta al controllo e all'intervento governativo in territorio siriano, dove poter far confluire armi e rinforzi occidentali eventualmente con la protezione di una "no fly zone", coordinare poi da questa le attività di vari gruppi armati nelle altre regioni del paese e infine portare dalla propria parte sezioni di rappresentanti politici, società civile e disertori del Governo legittimo.

Nulla di questo si é verificato e ormai anche i pochi dispersi bastioni dell'insorgenza mercenaria si stanno sgretolando sotto i colpi dell'Esercito. Lo stesso passaggio dal sostegno ai gruppi armati wahabiti alle minacce e alla retorica interventista da parte turca dimostra che Ankara ha perso ogni fiducia nella decisività dell'azione degli estremisti, considerandoli al più utili per provocazioni sotto falsa bandiera come quella di Akcakali la scorsa settimana.

Il pericolo non si é ancora esaurito per Assad e il suo Governo ma sicuramente la scoperta natura esterna e pilotata della minaccia farà molto per ricompattare il campo siriano convincendo anche i 'tiepidi' o gli oppositori moderati di Assad che egli, in questo momento, é l'unico garante della libertà e indipendenza del Paese.
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Il regime sionazista uccide e mutila ancora a Gaza! La Jihad Islamica risponde, ma Hamas che fa??

Nell'ennesimo vigliacco attacco sionazista contro il ghetto di Gaza, una persona é stata uccisa e altre undici ferite e mutilate, compreso un civile che ha avuto entrambe le gambe distrutte e macellate da un'esplosione, quando un cacciabombardiere con la "svastica a sei punte" ha scaricato i propri razzi e i propri missili lungo una trafficatissima strada di Rafah.

Secondo quanto comunicato dal Ministro della Salute di Gaza, Ashraf al-Qidra, cinque degli undici feriti e mutilati sono bambini. Poco contano le ipocrite e false giustificazioni del regime ebraico per questo inaccettabile crimine: simili attacchi meritano una sola risposta, quella delle armi.
Prontamente essa é arrivata, con una grandinata di razzi lanciati contro le basi militari e gli insediamenti di miliziani ebrei armati a Sderot e dintorni, ma non da Hamas o dalle Brigate Qassam, a farsi carico della rappresaglia é stata ancora una volta la Jihad Islamica Palestinese, con le sue Brigate Al-Quds. Evidentemente i cacicchi di Hamas Mishaal e Marzouk alle armi preferiscono i calcoli di comodo fatti con le satrapie petrolifere sunnite, perdendo un ulteriore quota di credibilità e dignità agli occhi del Popolo palestinese e di tutti i suoi amici, alleati e sinceri sostenitori.
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domenica 7 ottobre 2012

Ad Amman colossale manifestazione di solidarietà con la Palestina e la lotta per la difesa della Moschea di Al-Aqsa!

Nonostante il grave travaglio in cui é coinvolto il loro stesso paese, attraversato da una fortissima crisi economica, sociale e istituzionale, su cui abbiamo scritto ancora pochi giorni fa, migliaia e migliaia di cittadini giordani hanno comunque trovato tempo e modo di intervenire alla manifestazione di solidarietà con i Palestinesi per la salvezza della Moschea di Al-Aqsa, aggredita e presa di mira dai violenti tentativi di giudeizzazione del regime ebraico e delle sue falangi di estremisti.

L'evento, che si é tenuto nel quartiere di Nazzal, nella capitale del regno ascemita, ha visto l'intervento di ospiti palestinesi come Mushir Al-Masri, performance di arte folklorica, discorsi di rappresentanti della società civile e di rappresentanti politici giordani che hanno espresso la loro solidarietà e il loro sostegno alla lotta del Popolo palestinese.

Gli oratori, oltre a reiterare l'importanza di non concedere alcun "riconoscimento" all'entità illegale sionista, hanno sottolineato la necessità di una mobilitazione di massa della Resistenza in Cisgiordania che faccia da preludio a una Terza Intifada.
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Esclusivo! Enorme manifestazione della Jihad Islamica a Gaza, ospite speciale Mahmoud Zahar di Hamas!

Enorme rally quello convocato dal Movimento per la Jihad Islamica in Palestina a Gaza, il cui richiamo di pubblico é stato colossale e impressionante. La Jihad Islamica, da sempre dedita alla Resistenza armata senza alcun tentennamento o ripensamento, si avvia a diventare il movimento più rappresentativo a livello poplare, forse non solo a Gaza.
Le numerose bandiere tunisine che si possono notare sul palco degli oratori sono state esposte in onore di una delegazione proveniente dal paese nordafricano, a dimostrazione della effettiva e concreta solidarietà dei popoli liberati dalla 'Primavera Araba' con la Causa e la Lotta dei Palestinesi oppressi e assediati dal regime ebraico di occupazione.
Fa particolarmente piacere vedere che alla manifestazione della Jihad Islamica abbia deciso di partecupare anche Mahmoud Zahar di Hamas. Dopo il vergognoso voltafaccia di Mishaal e Marzouk che hanno sputato su oltre dieci anni di ospitalità e sostegno ricevuti dalla Siria di Assad e per estensione dall'Asse della Resistenza la presenza di Zahar certifica che dentro Hamas esistono ancora uomini d'onore che sanno distinguere gli alleati sinceri e onesti dalle sirene mendaci dei satrapi Al-Saoud e Al-Thani, servi di Washington e Sion.
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Eccezionale documento! Le bombe piovute oltre il confine turco erano di marca NATO! Erdogan ha ordinato ai suoi terroristi un attacco 'a falsa bandiera'!

Sul blog tedesco "Alles Schall und Rauch" leggiamo che nell'attacco a colpi di mortaio verso Akçakale, "miccia" che ha innescato una serie di minacce e manovre intimidatorie di Ankara verso il Governo di Assad, sarebbero state utilizzate munizioni di tipo NATO: mai possedute dall'Esercito siriano ma offerte in gran quantità ai terroristi wahabiti dai loro sponsor Sauditi, Qatarioti e, appunto, Turchi.

Inoltre il quotidiano turco 'Yurt' nella sua ultima edizione ha pubblicato un articolo a firma Mirdan Yanardag il quale asserisce, citando una fonte che preferisce non rivelare ma della quale assicura l'affidabilità, che le bombe che hanno ucciso alcuni civili turchi dando a Erdogan il 'la' per la sua retorica bellicista siano arrivate proprio dagli arsenali di Ankara.

'Yurt' é un outlet informativo assolutamente degno di fede, visto l'impegno che ha profuso finora (con grande rischio personale di editori e redattori) per smascherare gli sporchi giochi di Erdogan in Siria; già a luglio il quotidiano turco aveva rivelato come militari di Ankara avessero istituito un campo d'addestramento per terroristi presso Yayladagi.
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